Il mio intervento sulle linee programmatiche

Ivan Losio - mercoledý, 23 settembre 2009

La seduta del Consiglio provinciale del 22 Settembre 2009 ha visto la discussione e l'approvazione delle linee programmatiche presentate dal Presidente lo scorso 27 Luglio. Riporto il testo del mio intervento in aula:

Signor Presidente,
Signori Colleghi,

il mio giudizio sulle linee programmatiche di governo presentate dal Presidente è ampiamente positivo. Ritengo che sia un programma di lavoro ben strutturato, un progetto di ampio respiro strategico e, soprattutto, un piano che consente di dare una risposta forte e chiara alla domanda di cambiamento formulata dall’elettorato, in perfetta sintonia con le proposte presentate ed elaborate in lunghe settimane di incontri elettorali con i cittadini cremonesi.
Si tratta di un programma di governo fortemente innovativo soprattutto per quanto riguarda il metodo di lavoro. La messa in pratica della vera “sussidiarietà” è un qualcosa che nel nostro territorio non si vede ancora. Una Provincia che valorizzi l’esistente, partendo dal basso, e favorisca l’iniziativa di chi già ben opera, è un concetto non ancora entrato nei palazzi del potere, nonostante molte esperienze in Europa, ma soprattutto, a casa nostra, in Lombardia, abbiano dato prova che si tratta di un sistema vincente e sostenibile sotto tutti gli aspetti.
Il metodo dell’ascolto e del coinvolgimento, già messo in pratica dalla nuova Amministrazione chiamando i Sindaci di tutta la Provincia per la condivisione di queste linee programmatiche, è un altro aspetto qualificante e segno di un metodo chiaramente mirato alla reale lettura dei problemi e delle esigenze di un territorio.
Io sosterrò in toto gli obiettivi che la squadra del Presidente Salini ci ha presentato e lo farò soprattutto in relazione ai progetti che più mi stanno a cuore:  l’innovazione tecnologica. Sono convinto che occorra stare al passo con i tempi e sfruttare le nuove opportunità tecnologiche per cercare di superare e cancellare barriere finora rimaste tali. Non mi riferisco solo ai piccoli Comuni, ma anche ai territori più lontani dal capoluogo che sentono forte il peso di una lontananza che molto spesso non è solo di carattere territoriale. I 65 chilometri tra Cremona e Rivolta d’Adda possono essere azzerati, se non geograficamente, almeno idealmente con una Provincia più presente, meno burocratica e, come detto, più tecnologica.
E poi il piano delle opere pubbliche: il nord della Provincia sarà presto caratterizzato da una vera e propria rivoluzione. Il passaggio della Bre.Be.Mi non costituirà solamente motivo di sviluppo ed innovazione. Sarà anche generatore di nuove problematiche soprattutto dal punto di vista viabilistico. Ecco, quindi, l’importanza di aver pianificato importanti opere sulla Paullese, sulla Bergamina, sulla nuova 591 Bergamo-Piacenza e su altre importanti arterie che transitano su territori interessati dalla nuova autostrada.
Ed ancora, il ruolo della Provincia in questa grave crisi: su questo tema non occorre inventare nulla di nuovo se non valorizzare ciò che c’è, potenziare i rapporti con Regione Lombardia e supportarla nell’utilizzare i suoi strumenti più importanti, quali il sistema “Dote” e la formazione professionale.
Su questi e su tutti gli altri temi, caro Presidente, avrà sempre il mio sostegno e appoggio. Mi auguro che, lavorando con efficacia a questi obiettivi, possiamo trovare sul nostro percorso interlocutori appassionati e competenti e possiamo essere in ogni momento ripagati da risultati importanti.